L’ingiustizia della giustizia. Chi paga sono i cittadini italiani

Passiamo ad analizzare l’ingiustizia della giustizia.

In questa vicenda diverse categorie di protagonisti o hanno imbrogliato, o hanno “sbagliato”, o non fanno il loro dovere.

Abbiamo visto la moltitudine di notizie false che l’informazione ha presentato.

Adesso iniziamo ad analizze la contraddizione del processo penale e del processo civile.

Poi passeremo ad illustrare quello che si continua a non fare da parte di tutte le Istituzioni per evitare che i cittadini italiani siano ulteriori vittime.

Abbiamo due decisioni contrapposte:

LA MAGISTRATURA PENALE ESCLUDE IN MANIERA ASSOLUTA E CATEGORICA QUALSIASI POSSIBILITA’ DI BATTAGLIA AEREA NEI CIELI DI USTICA.

LA MAGISTRATURA CIVILE RITIENE PIU’ PROBABILE CHE CI SIA STATA UNA BATTAGLIA AEREA NEI CIELI DI USTICA.

La magistratura penale è arrivata alla sua determinazione sulla base di un processo nel quali in 272 udienze si è analizzata ogni prova, si sono confrontate le perizie, i periti stessi si sono contrapposti nell’analisi delle loro posizioni, si sono interrogati i testimoni verificando le loro affermazioni.

Insomma un lavoro enorme che si riassume in un milione e settecentocinquantamila pagine.

 

CONCLUSIONE:

INTORNO AL Dc9 ITAVIA NON VI ERA NESSUN AEREO NEL MOMENTO DEL DISASTRO.

FATTO ACCERTATO: CERTO, INDISCUTIBILE ED INDUBILTABILE.

DECISIONE PRESA SENZA ALCUN DUBBIO MA CON ASSOLUTA CERTEZZA!

 

La magistratura civile ha analizzato in poche udienze i documenti proposti dalle parti, li ha elencati nelle motivazioni delle sentenze e sono tutti atti precedenti alla verifica del confronto in dibattimento penale, ha valorizzato le dichiarazioni di alcuni testimoni, anche queste fatte prima di essere verificate nella loro attendibilità dal processo penale.

 

CONCLUSIONE:

INTORNO AL Dc9 ITAVIA VI E’ STATA UNA BATTAGLIA AEREA CHE HA PORTATO ALL’ABBATTIMENTO DELL’AEREO.

FATTO DETERMINATO SECONDO L’OPINIONE ED IL PARERE DEL GIUDICANTE.

DECISIONE PRESA SULLA BASE DEL FATTO CHE SIA PIU’ PROBABILE A PARERE DEL GIUDICANTE.

 

CAPIRE LA LOGICA CHE PORTA AI DUE GIUDIZI E’ COMPLICATO, POTREMMO DIRE IMPOSSIBILE.

 

MA LA MAGISTRATURA CIVILE CI SPIEGA PER GIUSTIFICARE LE SUE VALUTAZIONI IL MOTIVO PER IL QUALE E’ ARRIVATA ALLA SUA CONCLUSIONE:

a differenza del processo penale, in cui vige la regola della prova oltre il ragionevole dubbio (ed è quindi richiesta la probabilità logica confinante con la certezza), nel diritto civile l’accertamento del nesso di causalità tra condotta ed evento soggiace alla regola, meno rigorosa, della “preponderanza dell’evidenza” o del “più probabile che non”. (CITAZIONE TESTUALE)

 

NON SERVE

ESSERE UN GIURISTA

PER CAPIRE CHE

LA MAGISTRATURA PENALE

HA EMESSO

UNA SENTENZA DI ASSOLUTA CERTEZZA.

NON SERVE

ESSERE UN GIURISTA

PER CAPIRE

CHE LA GIUSTIFICAZIONE

DEL DIVERSO GRADO DI RIGOROSITA’

NELLA DETERMINAZIONE DEI FATTI

DA PARTE DELLA MAGISTRATURA CIVILE

NON PUO’

COMUNQUE STABILIRE

COME PIU’ PROBABILE

UN AVVENIMENTO

CHE NON C’E’ STATO

CON ASSOLUTA CERTEZZA

MA E’ LA MAGISTRATURA CIVILE CHE HA DETERMINATO IL FATTO IN BASE AL QUALE lo STATO ITALIANO, ossia NOI CITTADINI, siamo costretti a pagare risarcimenti a vari soggetti per più’ di 500 milioni di euro.

Nella prossima puntata entreremo nel merito delle singole motivazioni dei processi civili aggiungendo curiosità non secondarie.

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