Testimoni hanno raccontato al giudice nelle indagini preliminari cose che quando vengono interrogati nel processo penale dicono di non aver detto o dicono di avere detto in modo diverso o dicono di essere stati male interpretati.
Insomma smentiscono
e soprattutto
smentiscono
la tesi della battaglia aerea.
Ma per la stampa italiana
e per la giustizia civile
vale il racconto non vero.
Come può essere
che la giustizia civile
tenga conto
delle prime affermazioni
smentite
dai testimoni stessi
quando
sono stati posti a confronto con i fatti?
E così rubano 500 milioni di euro a noi cittadini italiani.
—
Dopo aver visto
incredibilmente
come
la giustizia civile,
al di là di ogni ragionevolezza,
stabilisca di poter giudicare
come più probabilmente accaduto
un fatto
che
non è mai avvenuto
cominciamo questo viaggio nelle testimonianze non confermate.
ECCO I FATTI
ED
I DOCUMENTI
STRALCIO MOTIVAZIONE SENTENZA CIVILE: (che in base a queste testimonianze sentenzia che vi è stata la battaglia aerea e ci sottrae 500 milioni di euro).
che numerose prove dirette, testimoniali e documentali, fornivano importanti elementi di conferma alla presenza di altri aerei durante il volo del DC9 e nella sua fase terminale, rafforzando le ipotesi del missile e della quasi collisione e rendendo meno probabile quella della bomba (ad esempio, tra le testimonianze che confermavano un’intensa attività militare nell’imminenza dell’incidente, erano degne di nota… la testimonianza resa dal maresciallo Luciano Carico in servizio presso il Centro Radar dell’A.M. di Marsala…).
STRALCIO MOTIVAZIONI SENTENZA PENALE: (che avendo verificato con l’interrogatorio dei testimoni le stesse affermazioni sentenzia che non vi è stata battaglia aerea)
La Corte rileva rispetto alle dichiarazioni del maresciallo Luciano Carico:
– Nella Track History Recording di Marsala (registrazione di quanto avvenuto nel cielo) non si rileva la presenza di una traccia in quella posizione al momento della perdita di qualità da parte della traccia del DC9 (cioè quando l’aereo è precipitato non vi erano altri aeri intorno).
Il Boeing dell’Air Malta, che viaggiava in ritardo rispetto all’orario del piano di volo, si trovava ben distante.
– Carico afferma di aver contattato Punta Raisi e Roma Fiumicino nell’immediatezza della constatazione della perdita di qualità della traccia del DC9 e quindi in orario coincidente o comunque di poco posteriore alle ore 19,00Z.
Per la verità per quanto concerne la telefonata a Roma non è stato in grado di ricordare esattamente se aveva telefonato a Fiumicino o a Ciampino.
Nelle registrazioni di Ciampino e Palermo non risultano tali telefonate.
– Ma, comunque ammessa la telefonata di Carico a Ciampino, è di tutta evidenza che non si vede quale elemento, anche minimo, tale telefonata avrebbe potuto contenere per concorrere a formulare o a rafforzare l’ipotesi dell’intenso traffico militare nella zona dell’incidente, posto che il Carico, secondo quanto dallo stesso dichiarato, si sarebbe limitato a segnalare la perdita di qualità della traccia del DC9.
D’altra parte, una volta ritenuta l’attendibilità del Carico, si dovrebbe coerentemente considerare che, a parte quella traccia “veloce” attribuita al Boeing diretto a Malta, il Carico non ha mai riferito di aver visto sul video in quella zona i grezzi di altri aerei, anzi lo ha esplicitamente escluso: “Dall’osservazione diretta del traffico reale sul mio monitor, fino al momento in cui le tracce del DC9 scaddero di qualità, non rilevai altre presenze oltre il DC9 stesso ed il Boeing 720 di cui ho parlato” (cfr.esame istruttorio del 26.9.1989).
E’ ben vero che, successivamente, in una memoria difensiva datata 20.06.97 sottoscritta dal Carico, con firma autenticata dal difensore avv. Rosanna Cafaro, al punto 39 è dato leggere: “Intorno al DC9 Itavia vi erano molte altre tracce di altri velivoli, ed era ben possibile che vi fossero uno o più aerei –anche stranieri- a sorvolare lo spazio aereo nazionale, dal momento che possono esservi autorizzazioni a sorvolare il cielo italiano in favore di velivoli identificati secondo classi differenti……”;
ma, nel corso del dibattimento (udienza del 19.09.2001) il Carico ha ben precisato in quale senso doveva essere interpretata quella frase:
PRESIDENTE: che si significa intorno al DC9 vi erano molte altre tracce di aerei?
IMP. R.C. CARICO LUCIANO: beh, intorno al DC9, diciamo, sempre intorno sullo schermo, lo schermo essendo piccolino, però le dimensioni attorno, cioè… si… tra l’uno e l’altro trascorrono dieci miglia e si vedono attaccate, ecco, attorno cioè il visionario è ampio, attorno cioè, ci stanno varie aerovie, quindi il traffico c’era, normale come tutti gli altri giorni, come sempre.
Ed allora quando si consideri che il radar di Marsala, rispetto a quello di Fiumicino-Ciampino, aveva in quel punto una possibilità di detezione ben superiore e che quindi quel che avrebbe potuto vedere Ciampino a maggior ragione non sarebbe sfuggito al radar di Marsala né al Carico che proprio in quel momento era intento al controllo del video e quindi ben avrebbe dovuto notare i molteplici “grezzi” di aerei razzolanti, ove mai ci fossero stati, si deve trarre l’ovvia conclusione che le dichiarazioni di Carico non sostengono affatto l’ipotesi della genesi autoctona della notizia dell’intenso traffico militare americano nella zona dell’incidente diffusa da Ciampino, ma addirittura concorrono a respingerla definitivamente.
–
E’ DI TUTTA EVIDENZA
CHE
LE AFFERMAZIONI
DEL TESTIMONE-IMPUTATO
PORTANO
AD ESCLUDERE
IN MANIERA ASSOLUTA
CHE CI FOSSERO AEREI
INTORNO AL Dc9 ITAVIA.
COME PUO’ ESSERE UTILE
UNO CHE AFFERMA
CHE NON VI ERANO AEREI
ALLA TESI
CHE VI ERANO AEREI!?!
Molto semplicemente la magistratura civile ha preso per buone le affermazioni fatte prima del processo, ma smentite dal e nel processo.
Ha semplicemente
ignorato i fatti reali
ed ha valorizzato i fatti irreali.
Sentenza penale (emessa sulla base di indagini, verifiche e confronti):
il Carico non ha mai riferito di aver visto sul video in quella zona i grezzi di altri aerei, anzi lo ha esplicitamente esclusoSentenza civile (emessa sulla base dell’opinione del giudicante):
confermavano un’intensa attività militare nell’imminenza dell’incidente… la testimonianza resa dal maresciallo Luciano Carico.
Le dichiarazioni sono dichiarazioni,
le parole sono parole,
i fatti sono fatti.
Come si fa a ragionare,
e ancor peggio,
fare una sentenza
in questo modo
da parte della giustizia civile
senza tener conto
dei fatti realmente accaduti e accertati,
come è possibile che nessuno
nelle Istituzioni
intervenga
per sistemare queste incongruenze
che ci sottraggono
500 milioni di euro.
—
nella prossima puntata analizzeremo le altre testimonianze che dicono il contrario di quello che le sentenze civili sentenziano.
Come sempre
se si dimostra
la falsità delle nostre affermazioni
siamo disponibili e a disposizione
per correggerci.

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RIPORTIAMO I LINK AGLI ALTRI ARTICOLI DI ANALOGO ARGOMENTO:
Altri due testimoni affermano il contrario di quello che le sentenze civili attribuiscono loro.
Persino le perizie vengano ribaltate nelle sentenze civili
L’ingiustizia della giustizia