Che gli possa apparire come un tipo simpatico può essere espressione cortese… e ricambio, lo ringrazio anche per aver perso qualche paginetta del suo ultimo libro per interessarsi a me. Peccato che il resto sia tutto un falso continuo.
Peccato per lui che nel perfetto stile della “disinformazione” abbia ben pensato di descrivermi come fossi un tipo, un poco curioso e un poco matto, invero persino schierato cinicamente contro i familiari delle vittime.
Già si sbaglia addirittura in una cosa semplice, due righe, attribuendomi una “autodefinizione” inventata modificando e tralasciando, figuriamoci cosa può sbagliare sul resto.
Per la verità sul resto non si limita a sbagliare… imbroglia i fatti.
— Dice che avrei scritto un libro per smentire l’unica realtà che emerge da tutte le carte: quella della battaglia aerea.
Peccato per lui che dalle carte della unica sentenza definitiva di un Tribunale penale (che si basa su indagini, confronti e dibattimenti) emessa e confermata da tre gradi di giudizio, in 272 udienze con 4000 testimoni, confronti fra periti e interrogatori stringenti dei pubblici ministeri, riguardo alla battaglia aerea si dice che:
“l’imponente massa di documenti e dati presentati non hanno consentito di ricavare elementi di prova a conforto delle tesi dell’accusa, addirittura la prova dei fatti contestati è del tutto mancata”.
Ed ancora.
“Tutto il resto è fantapolitica o romanzo che potrebbero anche risultare interessanti se non vi fossero coinvolte ottantuno vittime innocenti”.
— Quindi ci insegna, e pretende, che in questa vicenda le prove dei fatti sono nelle “inchieste” di Purgatori sul Corriere della Sera e nel film “Il muro di gomma” di Marco Risi.
Peccato per lui che c’è stata una inchiesta internazionale di massimi esperti che ha stabilito in maniera incontrovertibile come il Dc9 non sia stato abbattuto né da un missile, né da una quasi collisione.
Non c’erano aerei nell’intorno di 100 chilometri e il relitto recuperato, analizzato minuziosamente, consente di affermare, unanimemente dalla commissione di esperti, che la causa più probabile del disastro è stata una bomba a bordo.
Peccato per lui che i Tribunali penali, con l’enorme lavoro prima descritto, hanno stabilito e confermato in via definitiva che:
“tutti gli aerei militari italiani erano a terra, che i missili di dotazione italiana erano nei loro depositi, che gli aerei militari alleati non si trovavano nella zona del disastro e che nell’ora e nel luogo del disastro non vi erano velivoli di alcun genere”.
— Ancora accusa che mi sono inventato quella che io definisco “la macchina della disinformazione” di cui lui fa prestigiosamente parte. Si dimentica che le ben 29 versioni raccontateci, e tutte descritteci come verità, avevano svolgimenti e fatti diversi collegate da un solo ed unico scopo: raccontare il falso di una battaglia aerea.
L’importante, con un nuovo racconto, era tener viva l’opinione pubblica.
Peccato per lui che non io, ma i Tribunali penali, se ne sono accorti molto bene e lo hanno chiaramente scritto:
“La Corte era ben conscia dell’impatto negativo di cui una ulteriore sentenza assolutoria. Ma a fronte di commettere una ingiustizia, perchè tale sarebbe stata la conferma di una sentenza o la condanna, andare contro l’opinione pubblica non costituisce ostacolo. In quel caso, allora, si sarebbe trattato di una vergogna, perchè si sarebbero condannate o ritenute responsabili di un reato persone nei cui confronti vi era un difetto assoluto di prova”.
— Infine raggiunge il massimo, attribuendomi un pensiero cinico che mai ho scritto, dicendo che me la prendo contro la propaganda del missile per “contrastare i risarcimenti miliardari da pagare per questa via, a familiari avidi e diffamatori, decisi a darsi alla bella vita calunniando l’aeronautica militare”.
E non si capisce quali siano le fonti che lui afferma di citare!
Peccato per lui che si dimentica di rispondere a quello che a me interessa e che sono tutti i cittadini italiani, che non fanno una bella vita, e che si vedono sottrarre mezzo miliardo di euro.
Soldi che non dovrebbero comunque ed in alcun caso vedersi sottratti se non ci fossero le complici “omissioni” delle Istituzioni Italiane.
Si chieda perché non informiamo delle indagini le istituzioni internazionali!
Si chieda perché, se fosse vera la tesi che lui sostiene e che io definisco l’imbroglio della battaglia aerea, non chiediamo i soldi dei risarcimenti alla Nato come ci è consentito dai trattati internazionali!
Poi si ricordi che, giuridicamente, i risarcimenti non sono gli indennizzi e si ricordi che i risarcimenti vanno ad un mucchio di persone che non sono solo alcuni familiari.
I familiari hanno già, e comunque, ottenuto un indennizzo come tutti gli altri familiari di vittime di attentati terroristici.
Ad oggi per i familiari del disastro di Ustica è stata già distribuita dallo Stato italiano una cifra di 60 milioni di euro.
Per educazione ed evitare la sconcezza lasci stare i familiari e non mi attribuisca cose indegne che mai ho scritto.
Si ricordi piuttosto cosa hanno scritto i giudici del processo penale (unico svolto sulla base di indagini e quant’altro come già ricordato) nella sentenza definitiva: non raccontiamo storie inventate perchè ci sono state 81 vittime innocenti ed ancora si ricordi, sempre scritto dai giudici, di come la vergogna sta nel continuare a pretendere che il falso sia vero!
A proposito, ed inoltre, tenga conto che l’introduzione del mio libro è stata scritta da una Signora che in quel disastro ha perso la mamma, non è mai comparsa nemmeno in televisione o alla radio e mai ha occupato seggi altolocati per questo suo dramma.
— Riguardo a Cossiga ed alla mia risposta su di esso, è istruttivo leggere tutto quello che è stato detto in Parlamento da chi poi per comodità ed interesse utilizza poi Cossiga quando serve… chiunque vedrà che un anno sarà necessario per leggere tutto il male possibile raccontato da questi signori su Cossiga.

