L’ultima trovata nel produrre falsità ha consentito a Purgatori di poter dire: ho fatto trenta.
Quindi è l’ultima
per il momento
perché certamente chi ha già inventato 29 versioni
arrivato a trenta farà certamente trentuno.
Ricominciamo a raccontare le falsità che l’informazione italiana
ha diffuso con continuità e con incredibile mancanza di correttezza.
NON DOVETE OFFENDERVI
PENSANDO
CHE L’INFORMAZIONE ITALIANA
CI PRENDA PER SCEMI,
MA HA RACCONTATO
PROPRIO TUTTO QUESTO.
(i precedenti racconti delle altre falsità, che l’informazione ci ha descritto ognuna come fosse vera,’ li potete leggere:
LE VERSIONI DI PRIORE.
PRIMA RACCOLTA DI VERSIONI FALSE.
SECONDA RACCOLTA DI VERSIONI FALSE.

COMINCIAMO CON UN PILOTA ALITALIA, CHE 33 ANNI DOPO, RACCONTA L’INCREDIBILE VERSIONE DEL “FORSE MI E’ APPARSO”.
E PENSATE CHE UNA PORTAEREI IN NAVIGAZIONE E’ NELLA FORMAZIONE DELLA FOTO SOPRA.
Questo pilota racconta di aver incrociato lui in volo da Palermo, pochi minuti dopo la partenza, una flotta composta da una che sembrava una portaerei e da altre navi non individuabili, ma certo non pescherecci, nei mari di Ustica.
Una testimonianza, decine di anni dopo, e pare strano che mai nessun altro pilota, abbia avuto il sentore di immaginare utile aver visto una portaerei in quei luoghi in quei giorni.
Se la Saratoga era a Napoli, una portaerei francese da Ustica per ritornare a Marsiglia o a Tolone doveva attraversare tutto il Tirreno.
E siccome tutti, ma proprio tutti sapevano dell’accaduto, figuriamoci i piloti di aerei civili, nessun altro ha visto o raccontato nulla. E pensate quanti aerei hanno attraversato in quei giorni, come in tutti gli altri giorni le rotte del Tirreno. (Repubblica, 2013)
RESTIAMO CON I PILOTI ED UN’ALTRO CI RACCONTA IN MANIERA PRECISISSIMA DI AVER VISTO RIAFFIORARE I CORPI E CHE DI CONSEGUENZA L’AEREO NON ERA STATO NE’ COLPITO DA UN MISSILE NE’ ESPLOSO IN VOLO. ERA AMMARATO E POI AFFONDATO.
Il Dc 9 è affondato imbarcando acqua lentamente da una falla. Si è fermato a 50-70 metri perché, all’interno, la pressione dell’aria e dell’acqua si compensavano. Poi la pressione dell’acqua ha provocato il cosiddetto “colpo di ariete” che ha sfondato la coda. In quel momento i cadaveri hanno cominciato a risalire»”. (Oggi, 2010)
ADESSO RITORNIAMO AL COMPLOTTO ED A GHEDDAFI CHE DOVREBBE ESSERE SUL SUO AEREO DA ABBATTERSI DA “SUOI” AEREI LIBICI IN UN CIELO IN CUI AMERCANI E FRANCESI FANNO LE GUARDIE AI LATI, POI CI SONO I NOSTRI CHE TENTANO DI DEVIARE IL Dc9 ITAVIA E POI SUCCEDE IL “PATATRAC”.
GHEDDAFI POI SI FERMA IN VACANZA A MALTA… CON CUI STA LITIGANDO… MA QUESTO E’ UN ULTERIORE INCISO.
Dunque: il 27 giugno è previsto un volo di Gheddafi da Varsavia a Tripoli, che deve passare sopra il Tirreno. L’abbattimento di Gheddafi non interessava solo l’Aeronautica libica: c’era la Francia, c’erano gli Stati Uniti … Il piano prevedeva che due aerei libici “rinnegati” abbattessero Gheddafi e poi andassero ad atterrare a Gioia del Colle o, in alternativa, a Crotone. L’ordine originario, quindi, era quello di tener sgombro il basso Tirreno da altri aerei… L’aereo di Gheddafi (sembra, tra l’altro, che il leader libico si servisse di un DC9 per i suoi spostamenti) devia e stranamente non torna in Libia ma atterra a Malta, dove rimane ospite di Dom Mintoff per una settimana…”. (Instoria, 2009)

GIA’ CHE STIAMO PARLANDO DEI NOSTRI ECCOLI FINALMENTE PROTAGONISTI. LO RACCONTA ADDIRITTURA UN SENATORE CHE LO HA APPRESO DA UN MARESCIALLO DELL’AERONAUTICA. COSI’ ECCO CHE , NON SI SA, SE IL MARESCIALLO SIA LO STESSO, MA RICOMPARE IL RACCONTO GIA’ CONOSCIUTO CHE E’ SMENTITO DAL FATTO CHE LA BASE DI GROSSETO HA INDUBITABILMENTE CHIUSO LE OPERAZIONI PRIMA DEL DISASTRO.
“E’ stato un missile italiano, a testata inerte, a squarciare la carlinga del Dc 9 Itavia”. Questa affermazione è stata fatta dal senatore Erminio Boso che ha inoltre fornito altri particolari. Questa la verità del parlamentare della Lega: il Dc 9 è stato abbattuto da due caccia italiani F 1O4 che hanno lanciato un missile “ibrido”, cioè dotato di una piccola carica sull’ogiva e di una seconda carica di sfere di piombo. Il sen. Boso ha precisato che quelle misteriose scie sulla carlinga del Dc 9, ripescato in mare, come fossero graffi di un grosso animale, sono state procurate dalle sfere di piombo. L’ aereo perforato dal missile “ibrido” sarebbe esploso in volo per lo sbalzo di pressione…
Le sue informazioni, comunque, provengono, come lui stesso ha dichiarato, da un maresciallo dell’Aeronautica di cui non ha voluto fornire le generalità. (Repubblica, 1994)
UN ULTERIORE TESTIMONE CHE RACCONTA DI AVERE AVUTO CONFIDENZE DA UNA PERSONA NATURALMENTE NON IN GRADO DI CONFERMARE QUELLO CHE AVREBBE POTUTO BEN RACCONTARE PRIMA, CHE AVREBBE BEN POTUTO SCRIVERE IN QUALCHE DOCUMENTO CERTIFICATO PRIMA… MA NON HA FATTO NIENTE DI TUTTO CIO’ E CHE LO AVEVA SAPUTO DA UN’ALTRO. INSOMMA, QUESTA ULTIMA PERSONA L’AVEVA SAPUTO DA UNA PERSONA CHE L’AVEVA SAPUTO DA UN’ALTRA PERSONA.
“Secondo alcune ricostruzioni, il sottufficiale avrebbe confidato ad un capitano della base di Pisa che il Dc 9 sarebbe stato abbattuto dai nostri caccia… sembra abbia detto al capitano di Pisa: “Non posso fornire documentazioni di nulla, qui è un casino, mi fanno fuori. Ma lei ricontrolli i missili a guida radar a testata inerte e gli orari di atterraggio”.
E questo passaggio raccontato da La Repubblica nel 1994 ci viene raccontato dalla terza persona in Commissione stragi.(Audizione Commissione stragi 1995. La Repubblica, 1994)
PER RIMANERE IN TEMA CON I NOSTRI AEREI PROTAGONISTI ECCO CHE UNO SI RICORDA CHE, NEL 1986 PARLANDO DI UN INCIDENTE AEREO E LO PARAGONA AD USTICA, IL SUO INTERLOCUTORE, UNA PERSONA CHE NON C’E’ PIU’, SI INCUPI’. QUELLA PERSONA ERA UNO DEI PILOTI DELL’AERONAUTICA MORTI NELL’INCIDENTE DELLE FRECCE TRICOLORI A RAMSTEIN. SICCOME NON C’E’ PIU’ SI PUO’ COSTRUIRE QUELLO CHE SI VUOLE. CHE TUTTI I DATI TECNICI ED I DATI DI FATTO SMENTISCANO IL RACCONTO NON IMPORTA E… VIENE RACCONTATO.
La sera del 27 giugno 1980 Nutarelli e Naldini si alzarono in volo dalla base di Grosseto con i loro F 104. Intercettarono il Dc 9 Itavia, lo affiancarono e poi scoprirono qualcosa di molto grave perché lanciarono il segnale di allarme, ma non via radio. “Squoccarono” elettronicamente il codice di emergenza e per essere più sicuri che il loro segnale fosse stato recepito, come da manuale, fecero una manovra a triangolo che serve proprio per avvertire gli operatori radar a terra di una situazione di massima allerta. Non usarono la radio evidentemente per non farsi intercettare da altri. È la prova che Nutarelli e Naldini avevano scoperto qualcosa di veramente grave. Forse aerei non della Nato che avevano violato il nostro spazio aereo. Pare che nei giorni successivi abbiano confidato a qualche collega che c’era stato un combattimento aereo… Anche loro hanno sparato. E sono tornati alla base con 450 chili in meno sul loro caccia. Contro chi non lo so ma è chiaro che il segnale di emergenza generale che hanno usato, lo si lancia solo quando c’è una situazione di combattimento». (Oggi, 2010)
la prossima puntata continuiamo il racconto delle versioni,
che come vedete sono tutte diverse,
e senza farsi mancare nulla,
pur di mantenere vivo il ricordo di un missile,
qualsiasi e qualunquemente qualunque.