Eugenio Baresi ha raccolto gli atti e i documenti sulla vicenda del Dc-9 Italia caduto nel giugno 1980.
Nicola Rocchi – La vicenda del Dc-9 Italia precipitato il 27 giugno del 1980 nei cieli di Ustica, causando la morte di 81 persone, è uno dei misteri irrisolti della storia italiana. A riaprirne gli archivi è stato l’ex deputato bresciano Eugenio Baresi, già segretario della Commissione Bicameraledi indagine sul terrorismo e le stragi: ieri all’auditorio Santa giulia ha presentato il libro “Ustica storia e controstoria” (Koinè Nuove Edizioni).
Il giallo del missile. All’incontro, coordinato da Claudio baroni del giornale di brescia, ha partecipato Giuseppe Fioroni, presidente della Commissione d’inchiesta sul caso Moro che a breve presenterà le proprie conclusioni.
In apertura, il sindaco emilio Del Bono ha ricordato come la strage di piazza della loggia abbia reso i bresciani esperti di “cosa voglia dire attendere per molti anni una verità processuale”.
Di “verità”, nel caso ustica, ce ne sono due: una sentenza civile afferma che l’aereo fu abbattuto da un missile, mentre un’altra sentenza penale lo esclude. Per quest’ultima propende con decisione Baresi:” Una perizia internazionale ha negato quella teoria, la magistratura penale l’ha smentita dopo 272 udienze. Ma ancora è accreditata la narrazione che parla di un missile”. La sentenza civile giunta a quel risultato impone allo stato di versare risarcimenti pari a mezzo miliardo di euro: un costo per la collettività che Baresi mette in discussione.
L’ipotesi. La sua tesi è che a distruggere il velivolo sia stata una bomba, da collegare alle tensioni internazionali di quell’epoca, e in particolare al rapporto ambiguo dei palestinesi con lo stato italiano da un lato, con gli ambienti del terrorismo dall’altro. Un contesto confermato da Giuseppe Fioroni, che ha lodato “lo sforzo di Baresi per riunire milioni di fogli prodotti in sedi diverse, spesso ignare l’una dell’altra: una mancanza di coordinamento allora abituale, che pesa come un macigno”.
Lo scacchiere. Influenzò gli eventi la situazione internazionale:”La tensione tra i due blocchi contrapposti, con l’Italia che faticava a ,mantenere la sicurezza sul proprio territorio”. Vanno poi indagate le relazioni fra i nostri servizi segreti e parte dell’articolato arcipelago palestinese, “una collaborazione per preservare il nostro Paese da attentati terroristici”.
Dall’inchiesta Moro emerge per anche il “rapporto singolare e opaco ” tra palestinesi e terroristi italiani di destra e di sinistra: Un filo intricato, sul quale le carte di Ustica ancora secretate potrebbero forse rivelare nuovi particolari.
