12.11.2016 – Bresciaoggi: “Segreti e dubbi raccolti in un libro”.

Lo scritto di Eugenio Baresi è stato protagonista ieri, nell’Auditorio di Santa Giulia, alla presenza di autorità civili e militari,
Ospite il parlamentare Giuseppe Fioroni, presidente della commissione d’inchiesta sull’assassinio Moro.
“Senza verità politica i cittadini saranno distanti”.

Magda Biglia – Ustica, una delle tante tragedie italiane irrisolte. Abbiamo imparato a chiamare per nome come si fa con gli eventi del lontano passato, stragi,omicidi, attentati, piazza Loggia, piazza Fontana, Bologna, caso Moro, solo per citarne alcuni: però per quasi tutti non si è accertata la verità giudiziaria e anche l’indagine storica non stat sinora in grado, franata, depistata, di scavare davvero nell’intreccio mortale dei terrorismi rossi e neri, delle cosiddette deviazioni dell’intelligence, delle forze oscure nazionali e internazionali che hanno stampato gli anni di piombo facendo pagare alla fine il prezzo, nell’intento comune destabilizzante, alle vittime inermi.
Il Dc9 dell’Italia si è inabissato la sera del 27 giugno 1980    , sono trascorsi oltre 36 anni e nemmeno si Sto arrivando! come e perché. Questi 36 anni sono stati scandagliati nella rete dei documenti, in un milione 750mila pagine di istruttoria, senza poter accedere a tutti gli atti in parte ancora secretati, da Eugenio Baresi, ex parlamentare, nel libro “Ustica Storia e controstoria”.
Il libro è stato protagonista ieri, nell’auditorio di Santa Giulia, alla presenza di autorità civili e militari, di un incontro coordinato da Claudio Baroni del Giornale di Brescia e introdotto dal sindaco Emilio del Bono. In sala Giuliana Cavazza che su quell’aereo ha perso la madre e che ha scritto la prefazione. Ospite il parlamentare Giuseppe Fioroni, presidente della commissione d’inchiesta sull’assassinio Moro. Assassinio 1978, Ustica giugno 1980, Bologna agosto 1980, “stesso contesto esterno di guerra fredda, di un’Italia in mezzo al Mediterraneo affacciata sulla miccia del medio Oriente, stesso contesto interno del percorso di una democrazia, tuttora incompiuta, cui volevano dare una svolta Moro e Berlinguer” ha sottolineato Fioroni.
ILRIASSUNTO dell’intrico di serpi e dell’incapacità, o volontà, di districarlo, come egli riferisce, sta nel bar Olivetti accanto alcova di via Fani, “su cui si è sondato, ma il cui proprietario vendeva armi ai terroristi di ogni colora, alla n’drangheta, alla mafia, alla banda della Magliana”. E un altro filone comune, “sempre nascosta”, Fioroni individua-anticipando il contenuto della relazione alla commissione da lui presieduta in calendario per metà dicembre- nel ruolo centrale  “dei rapporti singolari e opachi con i palestinesi nelle loro diverse galassie”, rapporti fra Servizi statali, rapporti con i neri e con i rossi di casa nostra.
“Senza la verità su questi fatti non sarà riannodato il legame fra politica e cittadini” ha concluso il politico di lungo corso, pure ex ministro.
Nel libro, Baresi esplora tante omissioni e storture. “Eppure per anni si è accreditata la tesi della battaglia nei cieli, con gli americani, con i libici, di tutto”. Si è arrivati alla fine al paradosso incredibile di due sentenze di Cassazione, quella penale che nega il missile, quella Civile che lo accetta e stabilisce più di mezzo miliardo di risarcimenti ai parenti delle vittime e agli eredi dll’Itavia, fallita” è la denuncia dell’autore sulla quale sollecita la politica.

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