02.08.2016 – ILDUBBIO: “Caso Ustica rispettiamo le sentenze, ho il dubbio che nei documenti secretati ci possano essere informazioni utili”:

 

“Che l’informazione relativa al disastro di Ustica sia stata in questi anni semplicemente legata a tutto meno che ai doveri dell’informazione è un fatto acclarato.
Purtroppo l’informazione, tutto meno che libera, non consente la voce a chi cerca di ripristinare le cose accadute facendo il bene della verità e degli italiani piuttosto che gli interessi di chi vuole incassare milioni e milioni di euro degli italiani, e piuttosto di reiterare la carriere di chi l’ha creata raccontando opinioni e non fatti.
Leggo l’intervista di Giulia Merlo ad Andrea Purgatori.
Innanzitutto è assurdo affermare che la tesi della bomba sia sconfessata dall’ordinanza di rinvio a giudizio del 1999 che parla di aereo «esploso in scenario di guerra aerea».
La sentenza della Cassazione penale demolisce tutto il contenuto del rinvio a giudizio che prevedeva appunto l’ipotesi missile o quasi collisione con le testuali parole: “l’imponente massa di documenti e dati presentati non ha consentito di ricavare elementi di prova a conforto delle tesi dell’accusa, addirittura la prova dei fatti contestati è del tutto mancata”.
Questo è il vero contenuto della sentenza.
Le affermazioni di Andrea Purgatori se riportate al processo di Enzo Tortora, o di chiunque altro assolto, pretenderebbero che la verità è nell’opinione del rinvio a giudizio e non nella deliberazione della sentenza.
Mi pare che chi ha un minimo di buon senso capisca la grave deformazione di un simile ragionare.
Sarebbe cioè voler dire che Enzo Tortora fosse colpevole: cosa insultante insopportabile.
Inoltre affermare che le perizie a sostegno dell’ipotesi della bomba sono state scartate perché i periti sono stati dichiarati infedeli dal tribunale, per connivenze con i periti dei generali coinvolti è altrettanto falso.
È un dettaglio che emerge su due periti, di una parte specifica dell’indagine, che sono stati accusati di intrattenere rapporti con quelli di parte. Tutta la vicenda in un processo parallelo ha portato all’assoluzione di tutti i protagonisti.
Le perizie non sono state scartate tanto che le sentenze di tutti i gradi di giudizio penali, da Assise a Cassazione, ne hanno tenuto conto.
Questi sono i fatti.
Per quanto riguarda i tracciati radar riporto quanto già scritto nella precedente lettera non pubblicata:
“l’ultima perizia consegnata il 16 giugno 1997 all’allora Giudice Istruttore dal collegio presieduto da Enzo Dalle Mese non ha potuto smentire che:
I nastri forniti dall’Aeronautica Militare sono integri.
I radar della difesa aerea non evidenziano aerei nell’area di 50/60 miglia (90/110 km) intorno al Dc9.
Questo significa che non potevano assolutamente esserci aerei in grado di colpire l’Itavia, cosa per altro molto più ampiamente sviluppata in dibattimento nei processi penali con il riscontro di certezze assolute”.
Per ultimo se i documenti secretati di cui si parla non dicono e servono a nulla firmiamo tutti una petizione perché vengano resi pubblici.
In tal modo se non servono a nulla finalmente chi da anni racconta opinioni e non verità potrà raccontare una verità.
Il dubbio che contengano cose utili a me rimane.
Infine vorrei correggere l’ennesima falsità perché i generali, trai tanti e vari motivi, sono stati assolti da ogni accusa, dico e ripeto ogni, perché non potevano omettere di raccontare un fatto non accaduto.
Insomma la Cassazione penale sancisce che non c’è stata alcuna battaglia aerea.
Gradirei che questi fatti, dico fatti, da me riportati venissero pubblicati anche alla luce del ruolo istituzionale che ho ricoperto.
Eugenio Baresi
Segretario della Commissione terrorismo e stragi della XII legislatura”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *