L’Avvenire ha pubblicato un articolo nel quale veniva raccontata una storia sul disastro di Ustica che è inventata.
Ho chiesto una semplicissima cosa: dire la verità.
Troppo per certi giornalisti che pensano alle loro convinzioni-convenienze e non ai fatti.
Mi viene da chiedere cosa li spinge a rispondere con tanta irritazione, quali sono i loro interessi?
Certo non la correttezza della verità!
Grave che rispondano non nel merito ma svillaneggiando.
Ed il bello che “predicano” la comprensione.
La coerenza per loro è un “optional”!!!
ECCO LA MIA LETTERA:
“Gentile direttore, ho letto l’articolo che illustrando un film in uscita sulla strage di Ustica conteneva affermazioni francamente fuori da ogni verità. Sono stato vent’anni fa segretario della Commissione Terrorismo e Stragi e quindi rivendico qualche conoscenza dei fatti e dei documenti. Assolutamente è da rispettare e onorare la memoria delle vittime, ma credo sia doveroso rispettare anche coloro i quali sono stati accusati ingiustamente… e non ultima l’intelligenza. Capisco che il nostro Paese sia curiosamente portato a privilegiare le convenienze piuttosto che i dati di fatto, ma la magistratura competente a determinare lo svolgimento di un fatto delittuoso è la magistratura penale. Sottolineo che nel nostro caso in tre gradi di giudizio, ripeto in tutti e tre i gradi di giudizio, è stato stabilito che nessun dato rilevante per individuare le cause del disastro è stato nascosto, manipolato o modificato. Intorno al Dc9 non vi erano aerei e nessun missile lo ha colpito. Poi, che intorno ai milioni di euro di risarcimento ci sia particolare accanimento è comprensibile. Però, essendo un cittadino che paga gli errori dello Stato, vorrei che a stabilire tali errori non fossero né la fantasia né l’opinione di un giudice civile che sulla base del ‘suo convincimento’ determina quello che pur non essendo accaduto si vuole accaduto”.
ECCO LA RISPOSTA:
“Certe onorevoli convinzioni e proteste continuano a sorprendere non solo me, ma anche il direttore che mi affida la risposta a queste lettere. Il film di Martinelli ‘Ustica’, di cui mi sono ovviamente occupato nella mia recensione, offre una ricostruzione realizzata in modo rigorosamente documentale. Che quella terribile sera nei cieli italiani sopra Ustica ci fosse uno scenario assai simile a una battaglia aerea, è purtroppo certezza acquisita da tempo, anche in sede giudiziaria. Si può ovviamente essere d’accordo o meno con la ‘lettura’ della tragedia da parte del regista, ma non si possono dimenticare gli elementi emersi in questi anni. E nemmeno le parole del giudice Rosario Priore, che a lungo indagò su Ustica: «La verità finalmente si sta facendo strada e solo chi è in malafede si rifiuta di vederla». Le ha pronunciate giusto lo scorso gennaio, commentando le rivelazioni di Canal Plus, secondo cui il Dc9 Itavia venne abbattuto da un caccia francese”.
Pino Ciociola
INCREDIBILE!
La giustizia penale, l’unica che ha svolto indagini, valutato perizie, confrontato tesi e testimoni (4000 testimoni ascoltati nel corso delle 272 udienze) ha sancito, con la definitiva sentenza della Corte di Cassazione, che chi parla di battaglia aerea parla di fantascienza!
Il giudice Priore è stato smentito in tre gradi di giudizio in modo netto e inappellabile!
E poi mi dite come si fa a prendere in giro la gente dicendo che la verità emerge?
