INFORMAZIONE FALSA – INFORMAZIONE MORTA

L’informazione falsa ci propone una ennesima messa in scena schierando nuovamente l’informazione a raccontare una storia che non è vera, ma che porta a rubare ai cittadini italiani, non solo la verità, ma 500milioni di euro.

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Lettera di Giuliana Cavazza, che ha perso la mamma nel disastro di Ustica, al Direttore della rete televisiva LA7.

“Egregio Dr Salerno,

La notizia che la rete da Lei diretta trasmetterà mercoledì 20 dicembre una puntata del programma “Atlantide – Storie di Uomini e di Mondi” dedicata al disastro aereo di Ustica del 27 giugno 1980, nel quale morirono 81 persone, ha destato in noi sorpresa e sgomento.

Il conduttore della trasmissione, Andrea Purgatori, ha infatti avuto un ruolo di primo piano nel creare e diffondere l’idea che il DC-9 Itavia sia stato vittima di una battaglia aerea. Tale ipotesi – della quale si contano decine di variazioni che hanno di volta in volta additato come responsabili statunitensi, israeliani, libici e francesi – è stata sempre smentita nei tre gradi del processo penale principale e in tutti quelli penali da esso scaturiti per stralcio di posizioni o per filoni secondari.

Nel motivare l’assoluzione nel merito, la Corte d’Assise d’Appello di Roma si espresse inequivocabilmente, scrivendo tra l’altro che “Tutto il resto è fantapolitica o romanzo che potrebbero anche risultare interessanti se non vi fossero coinvolte 81 vittime innocenti”. (pag. 116).

Ciononostante, Purgatori continua a propagandare l’immaginaria “battaglia aerea” e a riproporre senza contraddittorio argomenti già esaminati e smentiti in dibattimento. Nel fare questo, egli segue l’impostazione data dal giudice istruttore, che presenta quale accertamento dei fatti anziché come mera ipotesi accusatoria. In realtà, l’ordinanza-sentenza di Rosario Priore è sentenza solo nella parte che assolve o archivia, mentre sul fatto principale è mera ordinanza di rinvio a giudizio. La differenza è abissale. Come scrive la Corte d’Assise d’Appello di Roma, “la conclusione cui perviene l’accusa […] può essere accettabile come ipotesi accusatoria, sia pure fondata su elementi incerti ed equivoci da dimostrare, ma è inaccettabile quale motivazione di una sentenza in quanto si da per certo un risultato partendo da dati del tutto ipotetici e peraltro del tutto sconfessati dagli elementi probatori certi ed inequivocabili come sopra messo in evidenza”. (pag. 87)

Eloquente l’episodio del Mig libico, caduto in Calabria oltre tre settimane dopo la tragedia del DC-9. È utile citare le lapidarie parole della sentenza di Appello: “tutto il resto è frutto della stampa che si è sbizzarrita a trovare scenari di guerra fredda o calda fino a cercare un (falso) collegamento con la caduta di un aereo Mig di nazionalità libica avvenuto in data successiva”. (pag. 116)

Tralasciando per brevità – e solo per quello – i numerosi esempi del travisamento da parte del vostro collaboratore di quanto accaduto il 27 giugno 1980, ben riscontrabile dagli articoli da lui scritti negli anniversari del 2016 e 2017, temiamo purtroppo che anche in questa occasione si sia proceduto dando spazio ad una e una sola voce, peraltro soccombente nel giudizio penale fino alla Cassazione.

La diffidiamo perciò dal voler trasmettere una ricostruzione unilaterale e ci riserviamo ogni azione a tutela della verità processuale penale, della reputazione delle persone coinvolte e pienamente assolte, del rispetto della verità sostanziale dei fatti che il fondamento deontologico della professione giornalistica.

Distinti saluti,

Giuliana Cavazza

Presidente Onoraria

Associazione Verità per Ustica

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