Cercare di raccontare i fatti veri.
Intervista a Radio Svaboda nella quale vengono affrontati tutti gli accadimenti dal tragico 27 giugno 1980.
Si racconta delle indagini, delle perizie, dei processi e delle sentenze.
Si denuncia la perenne disinformazione che questo caso ha portato ai massimi livelli.
Basta dire di come si abbia la pretesa che il giudice Rosario Priore abbia emesso una sentenza quando ha semplicemente fatto un rinvio a giudizio che il tribunale ha liquidato con queste parole:
“l’imponente massa di documenti e dati presentati non hanno consentito di ricavare elementi di prova a conforto delle tesi dell’accusa, addirittura la prova dei fatti contestati è del tutto mancata”.
Egregio Sig. Baresi, sono arrivato fin qui per caso e mi sono sorpreso. Mi sono interessato alla tragedia di Ustica a più riprese, cercando di capire quale potesse la verità dei fatti senza pregiudizi. Su un sito che si occupa di sicurezza aerea (Aviation Safety Network https://aviation-safety.net/ ) ho trovato una relazione di un certo Taylor, inglese, che fu nella commissione nominata da Priore per stabilire la verità su Ustica. Lo scritto ha come titolo, più o meno “Cosa ci ha insegnato l’incidente di Ustica”, ed elenca tutta una serie di errori che, su quell’esperienza, avrebbero dovuto essere evitati nel futuro. La prima cosa che Taylor indicava era la mancanza in Italia di un ente autonomo che stabilisse le cause degli incidenti aerei, come invece era in molte nazioni (NTSB negli USA, AAIB inglese, adesso EASA per l’europa) per cui la ricerca della verità viene demandata alle indagini della Magistratura che , dice Taylor, si affida a periti che, benchè molto autorevoli, non sempre hanno l’esperienza o la capacità di indagare su questi fatti, cosa che si dovrebbe lasciare a specifici esperti formati ed addestrati appositamente. Per spiegarmi meglio, Taylor, insieme ad altri non italiani fu ignorato o addirittura osteggiato quando sostenne che la ricerca dei detriti doveva essere effettuata più “a monte” della fusoliera, dato che i pezzi che si staccano prima, che sono quelli interessati alla causa iniziale del disastro, cadono per primi e quindi si ritrovano all’inizio della scia dei detriti. Questo lo avevano imparato dalla tragedia del Volo 103 Pan Am a Lockerbie, ed avevano messo a punto un programma che, dati alcuni parametri (altitudine, velocità e direzione dell’aereo e del vento), sfruttando le leggi della Balistica, poteva dare con grande precisione il punto in cui l’aereo è esploso. Ma questo non si fece. E la parte superiore della fusoliera di coda è ancora li che aspetta, 4000 metri sotto il mare, ad Ovest rispetto al resto della fusoliera, segno che quei pezzi si sono staccati prima e sono quindi quelli vicini alla zona di danno primordiale, cioè la toilette di coda, a destra dell’aereo. Riferisce anche dell’impressione di tentativi di condizionamento quando le teorie di qualcuno si allontanavano da quelle prestabilite. E poi altro molto interessante che non indico per non dilungarmi. Ma la cosa che le volevo dire è che sebbene mi fossi interessato alla cosa un po’ più in profondità ero FERMAMENTE convinto che le sentenze avessero dato per buona la teoria del missile. Sono rimasto sbalordito ed anche contento della cosa. contento per il fatto che alla fine la verità era venuta a galla, ma sbalordito dal fatto che ormai i Media ci sono entrati nel cervello: la sentenza definitiva dalla Cassazione Penale è stata DEL TUTTO IGNORATA dai mezzi di informazione, per cui in realtà la sentenza per gli italiani è quella di Purgatori della Bonfietti e del “Muro di Gomma” (che nonostante tutto reputo un gran film, soprattutto per il rispetto che da alle vittime). Devo fare una piccola indagine tra le mie conoscenze: chiederò se sanno cosa hanno stabilito i Tribunali su Ustica. Vedremo. Cordiali saluti.
Vorrei fare una piccola errate corrige. I primi pezzi staccatisi dalla fusoliera posteriore (parte superiore) si trovano ad EST, non ad OVEST del restante della carlinga già recuperata
Ha ragione ricordando che la sentenza penale sia stata dimenticata pur essendo, l’unica che si è svolta con indagini, confronti fra periti e interrogatori di testimoni.. Purtroppo quelle che vengono raccontate sono le sentenze civili che stabiliscono i risarcimenti e che si basano su documenti e testimoni smentiti ed inattendibili come è risultato nel confronto e nell’indagine del serio processo penale. Può sembrare incredibile, ma le sentenze civili citato a supporto della loro decisione propio fatti e testi che sono stati dimostrati o errati o inattendibili! Ma nessuno nelle istituzioni si interessa a chiarire questo fatto insopportabile e ingiustificabile.