PURGATORI CI HA PRESENTATO UN NUOVO ESPISODIO RICCO SOLO DI MENZOGNE VECCHIE E CONSIDERATE TALI DALLA SENTENZA CHE PERO’ LUI NELLA TRASMISSIONE NON HA ILLUSTRATO.
NOI INVECE
PRESENTIAMO
SOLO SENTENZE DEFINITIVE
DELLA MAGISTRATURA
PURGATORI CI RACCONTA UNA STORIA SMENTITA DAI FATTI. SMENTITA DAL RELITTO, SMENTITA DAI TRACCIATI RADAR, SMENTITA DALLE PROVE MATERIALI.
SMENTITA DA UNA SENTENZA
DI CUI NON PARLA,
SENTENZA CHE HA STABILITO
FALSO E NON VERO
QUELLO CHE LUI HA RACCONTATO
SMENTITA
PERSINO
DALLE FOTO
DI UN MATRIMONIO.
Il marinaio semplice americano, nemmeno caporale, è un falso testimone, come altri già smascherati nel processo penale, che racconta cose che non sa, che non può sapere e che sono semplicemente smentite dai fatti documentali a disposizione e conosciuti.
Non precisiamo la massa di idiozie raccontate concentriamoci solo sul fatto che voleva giustificare la grandiosa novità.
ECLATANTE DOVEVA ESSERE LA RIVELAZIONE DI DOVE FOSSE LA PORTAEREI SARATOGA:
CI RACCONTANO, seppur con mille incongruenze tecniche, di date, di circostanze, CHE LA SARATOGA ERA IN NAVIGAZIONE
La Saratoga non era in navigazione, era in rada a Napoli fotografata ed immortalata da diverse coppie di sposi che festeggiavano sul lungomare di Napoli il loro matrimonio PROPRIO IL 27 GIUGNO 1980.
(in fondo alla pagina le agenzie che testimoniano tramite un viggio del Giudice Istruttore, del Pubblico Ministero e di un alto dirigente della Polizia tale circostanza).
ECCO INVECE IL VERO SCOPO
DELLA TRASMISSIONE
Il vero scopo della trasmissione, gravissimo, è quello di continuamente condizionare la Magistratura con la pressione dell’opinione pubblica informata di cose false.
Nel processo, che già ha stabilito la falsità delle cose raccontate da Purgatori, La MAGISTRATURA stessa ha DENUNCIATO l’intento di condizionarla:
“La Corte era ben conscia dell’impatto negativo di cui una ulteriore sentenza assolutoria. Ma a fronte di commettere una ingiustizia, perchè tale sarebbe stata la conferma di una sentenza o la condanna, andare contro l’opinione pubblica non costituisce ostacolo. In quel caso, allora, si sarebbe trattato di una vergogna, perchè si sarebbero condannate o .ritenute responsabili di un reato persone nei cui confronti vi era un difetto assoluto di prova”.
Lo stesso Purgatori ha candidamente ammesso QUESTA STRATEGIA DELLA DISINFORMAZIONE E DEL DEPISTAGGIO in una intervista al programma di Sky su Ustica:
“L’opinione pubblica era molto più affascinata dall’eventualità di un possibile insabbiamento, militare o politico che fosse”.
Insomma un condizionamento dell’opinione pubblica ben chiaro, denunciato persino in una sentenza dalla Magistatura stessa e SPUDORATAMENTE ammesso da Purgatori.
ANCORA
La falsità di tutto quello raccontato è circostanziata sempre dalla sentenza della Magistratura nel processo penale con parole precise, chiare e senza dubbi di interpretazione.
I tracciati radar tutti integri e tutti rilasciati dalla Aeronautica Militare e dalla Nato hanno portato a questo dispositivo di sentenza:
“tutti gli aerei militari italiani erano a terra, che i missili di dotazione italiana erano nei loro depositi, che gli aerei militari alleati non si trovavano nella zona del disastro e che nell’ora e nel luogo del disastro non vi erano velivoli di alcun genere”.
NON VI E’ SPAZIO AL DUBBIO.
NELL’ORA DEL TRAGICO DISASTRO
NON C’ERANO
AEREI IN VOLO.
MA AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE
Altro fatto grave e indegno è lo sfruttare la compassione e la pietà verso le vittime ed i loro famigliari.
E’ grave che questo sentimento sia sfruttato da parte di chi su quelle vittime ha costruito la carriera.
Anche qui la Magistratura italiana nel processo penale è stata categorica nel condannare questa viltà di comportamenti.
“Tutto il resto è fantapolitica o romanzo che potrebbero anche risultare interessanti se non vi fossero coinvolte ottantuno vittime innocenti”.
AGGIUNGIAMO POCHE CIRCOSTANZE
Nel merito delle varie affermazioni false ne facciamo notare solo altre, poche ed eclatanti dal punto di vista della falsità:
(poi con calma le denunciamo tutte)
E’ stato affermato che la toilette era intatta e quindi non poteva essere esplosa una bomba in uno spazio così ristretto senza far danni.
Queste sono le foto del lavabo della toilette: accartocciato in conseguenza dell’esplosione sotto di esso della bomba.


Per quanto riguarda il Mig libico caduto in Sila il 18 luglio 1980 vale precisare che è stato individuato dalla difesa aerea della Puglia, ma erroneamente identificato quale “friend” (amico) e non “foe” (nemico) dal radar di Otranto, errore che e stato corretto dall’altro radar attivo e cioè quello di Jacotenente.
Per tale errore al sottufficiale addetto al radar di Otranto venne comminato provvedimento disciplinare direttamente dal Comandante della 3a Regione Aerea.
E chi ha commesso l’errore di identificazione è il maresciallo a cui ha fatto riferimento la trasmissione come uno di quelli dalle morti misteriose.
Il fatto si è verificato nel corso di una esercitazione aerea NATO, con caccia che “giocavano” il doppio ruolo di “amici” e di “nemici”.
Sulla storia del medico, di cui si è raccontato fossero state nascoste le perizie autoptiche sul pilota del Mig libico, ecco quanto stabilito dal Tribunale di Crotone. Anche qui il processo era stato fatto ad un cancelliere del tribunale accusato di aver nascosto la perizia dei medici. La Procura della Repubblica di Crotone nel processo svoltosi il 5 marzo 1989 ha stabilito che il povero cancelliere era una vittima e non aveva nascosto nulla, anzi!!!
Quindi stabiliva:
“Non doversi procedere per manifesta infondatezza dei fatti denunziati”
Ma la Magistratura aggiungeva anche l’ennesima denuncia contro la disinformazione dell’informazione:
“… non è necessario dire altro per riportare la vicenda nei suoi termini reali. Tutto il processo è stato imbastito su argomentazioni scientificamente errate e su considerazioni di livello infantile; ha preso spunto dalle dichiarazioni di periti che hanno dimenticato la serietà professionale e le nozioni di comune conoscenza; si è sviluppato su organi di stampa ad opera di personaggi interessati e comunque disponibili ad ogni mistificazione ed ogni speculazione”.
NESSUNO HA NASCOSTO NULLA. IL MEDICO HA AMMESSO IN TRIBUNALE DI AVER DICHIARATO IL FALSO PERCHE’ ERA AMICO DEL PROPRIETARIO DELL’ITAVIA.
NON CREDO VI APPAIA STRANO CHE PURGATORI NON HA RACCONTATO QUESTO “DETTAGLIO”…
IERI SERA, INDEGNAMENTE, E’ STATO RACCONTATO L’ESATTO CONTRARIO DI QUELLO CHE LA MAGISTRATURA HA STABILITO CON SENTENZA .
NON CI STANCHEREMO MAI
DI DENUNCIARE
I PORTATORI DI NOTIZIE FALSE
USANDO LE PAROLE
DEI MAGISTRATI:
“hanno dimenticato la serietà professionale e le nozioni di comune conoscenza”
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ECCO LE AGENZIE CHE INDICANO LA PRESENZA DELLA SARATOGA IN RADA A NAPOLI.
ANSA – Napoli, 19 dicembre 1992.
La Digos di Napoli, su disposizione del giudice Rosario Priore che conduce l’inchiesta sulla sciagura di Ustica, ha sequestrato i negativi di alcune foto scattate da due coppie di sposi partenopei il 27 giugno del 1980. Il sequestro – eseguito alcuni giorni fa, ma solo oggi se ne è avuta notizia – è stato deciso per acquisire indicazioni sulla presenza nel porto di Napoli della portaerei statunitense ‘Saratoga’ la sera del disastro aereo. Le foto mostrano alcune vedute del golfo partenopeo, in cui si intravede una nave di grandi dimensioni che potrebbe essere l’unità militare americana: le perizie che saranno compiute sui negativi dovranno accertare se si tratti della ‘Saratoga’ e – attraverso lo studio delle ombre – l’orario preciso in cui le immagini furono riprese. Come è noto, infatti, uno dei punti più controversi nell’inchiesta su Ustica riguarda la posizione della ‘Saratoga’ al momento del disastro: secondo la marina militare degli Stati Uniti la nave era ancorata nel porto di Napoli, da dove non avrebbe potuto far decollare velivoli, ma finora in proposito non sono stati raccolti elementi certi. Il giudice Priore ha, quindi, ordinato di rintracciare i coniugi sposatisi a Napoli il 27 giugno di dodici anni fa: delle cinque coppie identificate, due possedevano foto ritenute utili all’inchiesta. Questa indagine fu suggerita nei giorni scorsi anche da una lettera pubblicata sul quotidiano partenopeo ‘Il Mattino’. (ANSA)
Agi – Napoli, 20 gennaio 1993.
“Improvviso e inaspettato blitz, stamane, del Giudice Rosario Priore che sta conducendo le indagini sul caso Ustica. Con Priore ci sono anche il PM Giovanni Salvi e il dirigente della Ucigos Giuseppe Eufemi. I magistrati nella sede della locale Digos interrogheranno una cinquantina di coppie di sposi che il 29 giugno del ’90 (disastro di Ustica) hanno fatto le foto ricordo sul lungomare napoletano di via Caracciolo o dal belvedere di Sant’Antonio a Posillipo, attraverso le quali si può vedere se sullo sfondo c’è la portaerei statunitense Saratoga, alla fonda nelle acque antistanti il porto di Napoli. L’iniziativa di ricercare un documento fotografico circa la presenza della portaerei nel porto di Napoli è stata suggerita alcune settimane fa da un lettore del quotidiano napoletano ”Il Mattino” nella rubrica delle Lettere al direttore.
Molte coppie si sono presentate spontaneamente agli inquirenti ed al magistrato. “Stiamo registrando molta collaborazione” – ha detto, inoltre, ai giornalisti il magistrato, il quale ha anche aggiunto, in risposta ad altra domanda, di essere più ottimista sulla ricerca della verità: “qualche passo lo stiamo facendo”. Accompagnato nella missione napoletano dal p.m. Giovanni Salvi e dal dirigente dell’Ucigos Giuseppe Eufemi, il giudice Priore ha detto che sta acquisendo anche i negativi delle foto di cui è in possesso per svilupparli ed ingrandirli”. Nello scambio di battute con i giornalisti ha precisato, a proposito della Saratoga, di non esser in grado di poter stabilire in quanto tempo l’unità navale può lasciare le acque del porto: “non lo posso dire, ci sono degli studi in merito”.
ANSA – Napoli, 20 gennaio 1993.
Il giudice Rosario Priore è da questa mattina a Napoli nell’ambito delle indagini sul disastro aereo del DC9 dell’Itavia caduto nel mare di Ustica il 27 giugno del 1980. Priore, che è accompagnato dal sostituto procuratore Giovanni Salvi e dal vice questore dell’ Ucigos Giuseppe Eufemia, sta interrogando negli uffici della Digos della Questura 35 coppie che si sposarono sabato 28 giugno, il giorno seguente l’incidente aereo. L’ indagine mira ad accertare se dalle foto scattate in occasione dei matrimoni e che ebbero per sfondo il golfo di Napoli, possa emergere la presenza della portaerei americana “Saratoga”, ancorata in rada. Le coppie convocate sono state scelte su di un totale di 300: gli inquirenti hanno infatti selezionato quelle che avevano celebrato le nozze nel centro di Napoli. Nella convocazione era specificata la richiesta di esibire l’album con le foto del matrimonio. Incontrando i giornalisti, durante una pausa degli interrogatori, il giudice Priore ha detto: “C’è grande collaborazione, abbiamo avuto le foto e stiamo cercando anche i negativi”. Alla domanda se, sullo sfondo di qualche fotografia, apparisse la “Saratoga”, Priore ha risposto: “Questo non lo posso dire, stiamo esaminando”. Tuttavia, secondo alcune indiscrezioni, in alcune foto portate oggi in questura, sarebbe visibile sullo sfondo la sagoma di una nave simile alla “Saratoga”. “Sappiamo – ha aggiunto Priore – che il sabato ci furono centinaia di coppie che si sposarono. La selezione è stata fatta in base al criterio delle persone che fanno parte di una determinata zona di Napoli e che si sono sposate in luoghi prossimi a dove vengono scattate le fotografie”. Lo scorso dicembre due coppie di sposi portarono in Questura alcune foto scattate il giorno dell’incidente, venerdì 27 giugno. Su alcune di queste, sulle quali sono in corso perizie, vi sarebbe immortalata una nave di grossa stazza, che sembra essere la “Saratoga”. “Le perizie alternative – ha detto Priore rispondendo ai giornalisti – saranno pronte tra la fine di gennaio ed i primi di febbraio”. In merito alle dichiarazioni di un ex agente segreto russo che aveva indicato la marina militare americana come responsabile dell’abbattimento del DC9, Priore ha osservato: “È un filone aperto che non stiamo trattando in questo momento”. Quindi, ad un giornalista che gli chiedeva se si stessero facendo “dei piccoli passi verso la verità “, Priore ha detto: “Qualche passo lo stiamo facendo”. “Lei è ottimista”, gli è stato infine chiesto. “SI”, ha risposto il giudice”.