Sulla vicenda di Ustica quello che appare è che l’informazione è complice nel rubarci la democrazia.
Non si può far finta di nulla!
A Ustica sono morte 81 persone e non possiamo sopportare la menzogna di racconti indegni per il rispetto che dobbiamo alle vittime e per la verità dei fatti che soli possono onorare il loro sacrificio.
Una congiura vede
gli interessi politici
e gli interessi economici
di pochi
profondamente legati.
Il Governo non può essere complice.
Se il Governo vuole e deve coprire segreti che riguardano la sicurezza nazionale è giusto che lo faccia, ma parimenti deve impedire che ci sia chi ne approfitta per guadagnarci rubando soldi e verità a noi cittadini italiani.
Il Governo ha certo il dovere di proteggere i cittadini italiani.
Lo ha fatto!
Il Governo ha il dovere di non consentire che i cittadini italiani siano derubati
Non lo ha fatto!
L’informazione legata ai soldi dimostra l’assoluta indifferenza per la legalità, per la verità e per la moralità.
Ecco l’ennesimo esempio.
COMUNICATO STAMPA
PERICOLO DEMOCRAZIA: QUANDO L’INFORMAZIONE IMBROGLIA CON VOLONTA’ E SPERIAMO NON CON DOLO.
Un giornalista, noto per il disastro di Ustica, intervista un marinaio americano che dice oggi, dopo 37 anni, di poter affermare che il 27 giugno 1980 la portaerei americana Saratoga era in navigazione nel mar Tirreno, aggiunge di aver visto atterrare due aerei senza missili e che il capitano della nave, all’altoparlante, informò che avevano abbattuto due aerei libici. Il tutto in un racconto nel quale ci dice ancora che quella sera erano partiti dalla Saratoga una cinquantina di aerei.
La cosa serve per poter dire: ecco il Dc9 Itavia è stato abbattuto in questo scenario.
Lasciamo perdere la inverosimile affermazione dei 50 aerei in volo di cui non c’è traccia da nessuna parte,lasciamo perdere che non sappiamo dove possa essere la portaerei secondo le collocazioni geografiche varie da lui descritte, lasciamo perdere che con la portaerei si sarebbe dovuto muovere l’intero gruppo di battaglia di altre 7/9 unità fra navi e sottomarini, lasciamo perdere che il Comandante di una nave con 5000 uomini non fa il banditore di una sagra di paese comunicando: “ avanti ragazzi, due abbattatuti, c’è posto per altri”.
La Saratoga era in rada a Napoli perchè ci sono le fotografie di un matrimonio con i due felici sposi.
Meno felice è la serietà e meno felice è il rispetto per le vittime.
Questa notizia è stata sulle prime pagine di tutti i giornali.
Si è diffusa una evidente e strumentale operazione di depistaggio addirittura grave perché continua ad alimentare un clima di disinformazione e condizionamento dell’azione della Magistratura.
Per smentire sarebbe stata sufficiente la fotografia del matrimonio! (Agenzie stampa varie, gennaio 1992/1993)
Persone serie, che amano il loro Paese, che lo hanno servito con serietà e competenza, si fanno carico di fornire testimonianza della massima autorità militare degli USA.
Un ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana contatta l’ex Comandante Supremo delle Forze Armate degli Stati Uniti d’America ed un ex Segretario della Commissione Bicamerale d’inchiesta sul terrorismo e le stragi diffonde, con un comunicato stampa, l’intera mail che contiene una smentita netta e semplice:
E’ una invenzione. E’ tutto falso.
Nessun giornale ha pubblicato tale informazione e notizia.(diciamo uno l’ha pubblicata)
Cosa dire?
La Magistratura in questa vicenda ha già denunciato in diverse sentenze, nel corso dei decenni, le pressioni esterne che deve subire:
“Si è sviluppato su organi di stampa ad opera di personaggi interessati e comunque disponibili ad ogni mistificazione ed ogni speculazione”. (Tribunale di Crotone, 1989)
“Ma a fronte di commettere una ingiustizia, perchè tale sarebbe stata la conferma di una sentenza o la condanna, andare contro l’opinione pubblica non costituisce ostacolo. In quel caso, allora, si sarebbe trattato di una vergogna”. (Corte di Appello Roma,2005)
Attendiamo che la Magistratura, oggi, raccolga questi lasciti importanti di sentenze che sanciscono il livello di pericolo per la democrazia sostanziale a cui siamo giunti.
Non ci stancheremo mai di denunciare questi diffusori di notizie false usando non parole nostre, ma quelle contenute in sentenze della Magistratura:
“hanno dimenticato la serietà professionale e le nozioni di comune conoscenza”.
Eugenio Baresi
Segretario Commissione terrorismo e stragi, XII legislatura.