Ecco l’ultima raccolta delle false versioni raccontate sul disastro di Ustica.
Tutte false versioni accomunate dal raccontare che la colpa è di un missile e che c’è stata una battaglia aerea.
Non è vero niente.
Ma la disinformazione italiana le ha raccontate tutte, come se ognuna di esse fosse vera, con responsabilità ora degli americani, ora dei libici, ora dei francesi, ora di noi italiani, persino degli israeliani… nell’ultima informativa del mitico nostro “amico” Purgatori finalmente anche gli inglesi e i belgi.
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(i precedenti racconti delle altre falsità, che l’informazione ci ha descritto ognuna come fosse vera, li potete leggere:
LE VERSIONI DI PRIORE.
PRIMA RACCOLTA DI VERSIONI FALSE.
SECONDA RACCOLTA DI VERSIONI FALSE.
TERZA RACCOLTA DI VERSIONI FALSE
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ECCOCI QUINDI, LASCIATI PERDERE MARINAI, SOTTUFFICIALI E UFFICIALI NON ELEVATI IN GRADO… CON UN GENERALE DELLA EX UNIONE SOVIETICA, YURI SULIMANOV, COADIUVATO DA UN COLONNELLO, ALEXEI PAVLOV. BADATE BENE CHE QUESTA VOLTA GLI AEREI NON PARTONO DA UN PORTAEREI, MA DALLA SARDEGNA.
“Spunta un altro testimone della tragedia di Ustica, il generale in pensione Yuri Sulimov, in servizio in Libia all’epoca dell’incidente aereo. E conferma, in un’intervista al gr1 la testimonianza resa lo scorso tre marzo, sempre al gr1, dal ”colonnello Alexei Pavlov”, nome di copertura dell’ex residente del Kgb a Tripoli, secondo cui furono ”caccia americani ad abbattere il dc 9 dell’Itavia sui cieli di Ustica il 27 giugno del 1980”, caccia partiti ”da una base italiana in Sardegna e non da una portaerei come si è detto in tutti questi anni”. (Adnkronos e Rai Gr1, 1993).
QUI ABBIAMO UN DOCUMENTO DEI SERVIZI SEGRETI ITALIANI CHE CI INFORMA DI UN PILOTA LIBICO CHE SCAPPA, VIENE INSEGUITO DA DUE MIG, ARRIVA FINO NEL TIRRENO E FINALMENTE VIENE COLPITO INSIEME AL Dc9. IL LIBICO è QUELLO CHE CADE IN CALABRIA.
“Ed ecco l’epilogo. Dai Mig fedeli a Gheddafi sarebbero partiti due missili: uno sarebbe andato a colpire il Dc 9 dell’Italia, che proprio in quel momento si sarebbe trovato sulla traiettoria dell’aereo inseguito. Risultato: l’aereo di linea si sarebbe disintegrato in volo. Ma anche il caccia, colpito a sua volta dalle mitragliere di bordo degli altri due Mig, sarebbe precipitato a Timpa della Magara”.(Il Nuovo, 1988).
ED ESSENDO IN CALABRIA ECCO L’ENNESIMA VERSIONE FINALMENTE CON GLI ISRAELIANI CHE NELLA LORO PERVERSIONE SI INVENTANO PERSINO IL DEPISTAGGIO DEL NOTO MIG LIBICO.
“La sera del 27 giugno 1980, passate le 21 e pochi minuti dopo l’inabissamento dell’aereo nei pressi di Ustica, qualcuno vide un aereo militare volare a bassa quota sulla città di Catanzaro. Forse l’aereo militare coinvolto in una battaglia ad alta quota, in cui sarebbe stato abbattuto il DC 9, scaturita dell’intercettazione da parte degli israeliani della rotta di un cargo francese. Tale cargo, tutt’altro che casualmente, posto sulla scia del DC 9 stava trasportando uranio in Iraq e nel tentativo di fermarlo gli israeliani sarebbero intervenuti. Solo che avrebbero colpito il DC 9, abbattendolo. Il cargo di uranio sarebbe giunto in Iraq e avrebbe compiuto indisturbato la missione. Quel mig libico ritrovato nel Castelsilano crotonese (allora provincia di Catanzaro) sarebbe stato solo uno dei numerosi elementi di depistaggio in questa vicenda che dunque potrebbe avere come protagonisti i servizi segreti italiani e stranieri”. ( ReggioTV, 2014)
MA CON GLI ISRAELIANI NON POTEVA MANCARE UNA POTENZA DI FUOCO INCREDIBILE. ECCOLI CHE ATTRAVERSANO L’INTERO MEDITERRANEO.
Un intero esercito, composto da Phantom F4, Kfir o A4, Boeing 707 attrezzati per assistenza radar, Boeing 707 per rifornimento in volo, svolazza segretamente nei cieli del Mediterraneo e del Tirreno meridionale per colpire un Airbus A300 dell’Air France con nientemeno che un carico di uranio per l’Irak.
Disgraziatamente quell’aereo non è mai decollato ed il nostro Dc9 che era partito con due ore di ritardo si è trovato in quel posto senza che un simile esercito si fosse accorto che proveniva da una rotta diversa e non era un Airbus francese.
In questa versione finalmente manca un Mig. (Il quinto scenario, Rizzoli, 1994).
MA POI CI SONO ANCHE GLI STUDI TECNICI CHE ESSENDO UNO, LO STESSO, VENGONO PRESENTATI CON DUE VERSIONI DIFFERENTI.
NON CI POTRETE CREDERE, MA E PROPRIO COSI’!!!

“Secondo la relazione che è stata depositata al processo civile “Ustica bis” in corso a Palermo, l’aereo non si frantumò in volo. Riproducendo lo scenario all’ultimo istante nel quale il Dc-9 ha comunicato la propria posizione, il professore De Marco ha ricostruito la traiettoria di caduta che si concluse con un impatto sull’acqua: il velivolo entrò in mare integro, dopo essere caduto a vite, con la punta e l’ala destra, e poi si inabissò… Un oggetto ha creato un foro, qualcosa in coda, il cono di coda quasi certamente si è distaccato, l’aereo ha perso il controllo. A quel punto il pilota non ha potuto fare nulla». (LaRepubblica, 2014).
Lo studio, durato nove mesi, e redatto su richiesta dell’avvocato delle vittime Daniele Osnato, fa emergere un’importante novità sulla dinamica dell’incidente che ha portato alla morte 77 passeggeri e 4 uomini dell’equipaggio: la nuova simulazione, oggi possibile grazie ad un software open source sviluppato dallo stesso Professor De Marco, ipotizza che quella notte di 34 anni fa l’aereo potrebbe aver impattato contro una possibile forza d’urto contraria che lo avrebbe fatto sobbalzare dalla sua rotta originale; a quel punto l’aereo avrebbe iniziato ad avvitarsi su sé stesso e poi sarebbe precipitato pressoché integro verso la superficie del mare. (Corriere della Sera, 2014)