La7 imbroglio televisivo.

La7 imbroglia talmente tanto che è sufficiente ascoltare un programma della Rai per averne incontrovertibile prova.

La7 imbroglia volutamente perché era stata avvisata e diffidata dall’Associazione Verità su Ustica dal trasmettere cose false.

La7 gioca coi morti perché quello che conta non è rispettare nemmeno i vivi pur di favorire l’imbroglio… sperando, invano, di ricavarne spettatori.

Ecco la trasmissione Rai del novembre 1992 dove si possono ascoltare direttamente le parole del Comandante della portaerei Saratoga.

La sua viva voce!!!

La7, nella sua trasmissione nel dicembre 2017, con la voce del solito noto giornalista, ha fatto dire cose che non ha mai detto e fare cose che non ha mai fatto al Comandante della portaerei Saratoga.

 

——

C’è una curiosità che vogliamo far notare e che testimonia il livello di disinformazione pericolosa e generalizzata che su questo caso si sta vivendo negli ultimi anni.

Il servizio Rai del 1992 è stato rimesso nella disponibilità su Rai Teche nel 2015 ed il commento sotto l’immagine, che da il via all’ascolto presentando il servizio stesso, si conclude con questa incredibile affermazione: “A detta dell’ammiraglio si videro passare moltissimi aerei”.

LASCIO DECIDERE COME DEFINIRE UNO CHE SI PERMETTE DI SCRIVERE UNA COSA COSI PAZZESCAMENTE FALSA PERCHE’ L’INTERVISTA E’ PROPRIO LI SOPRA, DURA 5 MINUTI E 53 SECONDI E CHIUNQUE PUO’ VERIFICARE L’ASSURDITA’ DI QUESTA AFFERMAZIONE.

 SORGE SPONTANEA UNA DOMANDA!?!
INSOMMA! CHI CASPITA DEVE SOTTRARRE A NOI CITTADINI ITALIANI 500MILIONI DI EURO PERCHE’ TUTTA L’INFORMAZIONE ITALIANA DI OGGI, CON IL COMPLICE SILENZIO DELLE ISTITUZIONI, CONTINUI A MANIPOLARE I FATTI E SOSTENERE LA FALSITA’ CHE CONSENTE IL FURTO?

——

Ecco il link Rai per ascoltare direttamente il comandante della portaerei Saratoga James Flatley III.

linkRai-Ustica il mistero della Saratoga

Ed ecco, per chi volesse leggere, il testo scritto.

Da qualche mese a questa parte ai tanti sospetti sulla vicenda di Ustica si è aggiunto quello dell’eventuale coinvolgimento della Portaerei sartoga. Per anni le autorità americane hanno affermato la loro assoluta estraneità all’abbattimento del Dc9 dell’Itavia, ribadendo che la Saratoga non s’era mai mossa dalla rada di Napoli dov’era ancorata, ma alcuni giornali italiani hanno comincitato a mettere in dubbio questa versione ed a ipotizzare che lo stesso Comandante della portaerei, James Flately III, interrogato dal Giudice Priore e dai pubblici ministeri Salvi e Roselli avesse fornito una versione diversa da quella fornita dal Pentagono. L’Ammiraglio Flatley, oggi in pensione e consulente di una ditta italiana si è sempre rifiutato di comparire davanti alle telecamere, ha però acconsentito a farsi intervistare da Claudio Gatti, corrispondente da New York dell’Europeo. L’intervista sarà pubblicata sul numero in edicola domani.
Noi, questa sera siamo un grado di farvi ascoltare dalla viva voce di Flatley la sua importante testimonianza, una testimonianza che potrebbere mettere la parola fine ai sospetti di un coinvolgimento della Saratoga.

Flatley: Circa un anno fa sono stato contattato dai magistrati italiani. Volevano informazioni sulle attività e sulla posizione della Saratoga la sera dell’incidente.
In quell’occasione ho ripettuto quello che ho sempre detto prima e continuerò a dire sempre, cioè che la sera del 27 e la notte del 27/28 giugno 1980, la Saratoga era in rada a Napoli, la nave è rimasta esattamente nello stessso punto a partire dalla mattina del 23 giugno fino alla mattina del 7 luglio.
Come ho detto al giudice non c’è stata assolutamente alcuna esercitazione né il 27, né il 28. Mi pare comunque di aver parlato al giudice Priore di una cosidetta “fast clouse”, una simulazione che si fa senza rimuovere l’ancora in cui l’equipaggio si mobilita e fa tutte le manovre come se la nave dovesse salpare. Ma è avvenuta qualche giorno dopo, il 2 luglio.

C’è qualcosa nella sua deposizione che possa far pensare ad un’uscita della Saratoga quella notte?

Flatley: Assolutamente niente! L’ho detto e lo ripeto, la Saratoga non si è mai mossa fra il 23 giugno e il 7 luglio. Io non ho mai detto che si è mossa e il testo della mia deposizione non può che confermarlo.
A questo punto, quello che mi auguro è che la mia deposizione nella sua interezza venga resa pubblica, almeno così si chiariranno tutti i dubbi.

La sera dell’incidente si ricorda di aver ricevuto messaggi via radio.

Flatley: Posso dire con assoluta certezza di aver saputo dell’incidente solo dai giornali, probabilmente leggendo il quotidiano militare stars and strips”.
L’ho ritenuto un tragico incidente, per nulla diverso da un qualsiasi altro incidente aereo, non c’era nessun aspetto che lo rendeva particolare.
Successivamente, qualche giorno dopo, mi ricordo di essere stato contattato da qualcuno, non ricordo se era la nostra Ambasciata a Roma, la VI flotta o la Navy che voleva sapere se i nostri radar avevano visto qualcosa.
Rispondemmo che non avevamo niente che potesse contribuire a stabilire che cosa fosse successo.

Ma in un’intervista telefonica al TG2 lei ha dichiarato di aver dato i nastri radar ad un qualche alto ufficiale della Sesta flotta oppure della Navy.

Flatley: Con il giudice l’abbiamo riesaminata insieme parola per parola e credo di essere stato in grado di screditare le interpretazioni successivamente date dalla stampa italiana alle mie parole.
Molte delle cose che ho detto a quella giornalista servivano a spiegarle come funzionano le cose a bordo di una portaerei.

La Saratoga ha molti radar, quando è all’ancora quali di questi radar rimangono accesi?

Flatley: Di solito nessun radar rimane acceso, a meno che non si faccia manutenzione, in quel caso i radar sono accesi, ma a capacità ridotta.

E quella sera erano accesi o spenti?

Flatley: Non ricordo, so solo che nel caso fossero stati accesi, non sarebbero comunque stati in grado di vedere lontano, perché operavano a capacità ridotta a fini di manutenzione.
E probabilmente non c’era nessuno davanti ai loro schermi.
Mi ricordo di aver detto alla giornalista che se i radar fossero stati accesi probabilmente avrebbero visto il traffico aereo di quella zona solitamente piuttosto intenso.
Gli unici nastri che avevamo erano quelli delle registrazioni magnetiche di servizio. Quei nastri registravano solo i vari parametri di funzionamento dei radar, ma non quello che i radar rilevavano in ogni dato momento.

In altre parole sta dicendo che in porto la Saratoga rimaneva con i radar spenti, senza difesa radar.

Flatley: Esattamente, nel porto di un paese amico ed alleato la portaerei abbassa la guardia, a preoccuparsi della sua protezione è la nazione ospite. A Napoli quanto ad Haifa, in Israele, a fornire le difese sono i padroni di casa. La nostra unica preoccupazione è la possibilità di attacchi terroristici.
Per quel che riguarda un attacco aereo se solo pensassimo che fosse possibile in un determinato porto non ci entreremmo. Una portaerei entra in porto per rilassarsi e dentro quel porto è effettivamente senza difesa.

Altra questione controversa il libro di bordo della Saratoga. Ben 5 turni di guardia consecutivi di quel 27 giugno 1980 risultano stati trascritti dalla stessa mano come se qualcuno li avesse ricopiati.

Flatley: A bordo della Sarartoga per motivi di leggibilità tenevamo spesso una brutta copia del libro di bordo e una bella copia. Evidentemente quel giorno la stessa persona ha ricopiato in bella i rapporti di 5 turni consecutivi. Guardando al libro di bordo di quei 2 mesi ho notato che in altre 16 occasioni la stessa mano ha scritto 2 turni di fila, ed in 1 occasione ne ha scritti 3.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *