25.10.2016 – La Verità: “Macchè missile, su Ustica fu una bomba”.

INTERVISTA EUGENIO BARESI
“Macchè missile, su Ustica fu una bomba”.
Un libro indaga e cerca la verità in uno dei più fitti misteri della storia d’Italia: l’esplosione del Dc9 
Italia il 27 giugno 1980 “dai documenti raccolti, che smentiscono la sentenza civile, risulta che quel giorno non avvenne alcuna battaglia in cielo”
di IGNAZIO MANGRANO

Ustica, storia e controstoria. Così si potrebbe definire l’ennesimo libro su una tragica vicenda come è stata quella dell’abbattimento del DC9 Itavia nei cieli di Ustica il 28 giugno 1980 e nel quale 81 cittadini italiani hanno perso la vita. Si trova un racconto documentato, con dati tecnici e giuridici che ci spiegano molte cose non conosciute e che accompagna nell’analisi di un dramma, ormai lungo 36 anni e che, come tanti altri, sembra si voglia mai arrivi ad una definizione delle responsabilità.
Insomma l’aereo cade, anni di indagini più o meno intense, processi penali che stabiliscono una cosa e processi civili un’altra. La divaricazione nelle decisioni assunte dalla Magistratura porta alla conseguenza che per quella penale non vi è alcun riconoscimento di responsabilità dello Stato nella tragedia mentre invece per quella civile ve n’è.
Addirittura per la giustizia penale non è avvenuto il fatto che determinerebbe secondo la giustizia civile le responsabilità dello Stato.
In ballo ci sono centinaia di milioni di euro di risarcimenti, alcuni già definitivi, che rappresentano di per sé un’enormità, ancor più in un bilancio già disastrato quale quello del nostro paese. A cui si aggiungono altre centinaia di milioni di euro per indagini, recuperi del relitto, perizie, processi, musei, convegni ed infine indennizzi.
Insomma una cifra molto rilevante che merita attenzione.
Infine, ci sono i recenti confronti e scontri politici sulla disponibilità di notizie preziose in atti che restano segreti, nonostante la decisione del Governo Renzi di rendere conosciuti tutti i documenti secretati.
L’unica cosa certa è che immense risorse si sono spese e altre si devono impegnare senza che ultimative certezze ci siano.
Pare evidente che sarebbe necessario che tutto l’impegno di chi ha responsabilità venga dedicato a far conoscere ogni cosa.
Così il libro fornisce una scansione precisa di tutti gli avvenimenti ed i fatti succedutisi e porta a convincersi che il caso potrebbe avere qualche possibilità di raggiungere quella verità condivisa auspicata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il libro è scritto da Eugenio Baresi, ex deputato, che è stato segretario della Commissione terrorismo e stragi nella XII legislatura, proprio con Mattarella come vice presidente. Da allora non ha più ricoperto alcun incarico né politico, né tanto meno amministrativo.
Come mai questo lavoro, ha scoperto novità?
“Mi sono convinto della necessità di contribuire alla conoscenza dei fatti con dati certi, vedendo una trasmissione televisiva che proiettava un documentario francese… ennesimo esempio di ricostruzione irreale”.
Ricostruzione però che passa per essere prossima alla verità.
“Appunto per quello ho deciso di scrivere questo libro. Quella ricostruzione, che lei dice viene diffusa come prossima alla verità, è smentita da perizie e processi”.
Ma tutti sanno che il giudice Priore ha sentenziato che un missile ha abbattuto il DC9.
“Il giudice Priore non ha sentenziato nulla. Ha espresso un’opinione in una ordinanza che ha portato ad un processo, che è stata valutata e smentita fino al definitivo giudizio in Cassazione. Tutti con il medesimo convincimento.
Se la sua affermazione si riportasse al caso di Enzo Tortora, o di chiunque venga processato e assolto, porterebbe a dire che chiunque, per il fatto di aver subito un processo, è colpevole indipendentemente dalla sentenza di assoluzione.
Enzo Tortora, indecorosamente, è stato processato per una accusa che è stato determinato fosse falsa e perciò è innocente. Anzi scusarsi infinitamente con lui non è nemmeno sufficiente.
Cosi su Ustica. Il processo penale ha stabilito e sentenziato che non vi è stata nessuna battaglia aerea”.
Allora come è possibile che lo Stato sia stato condannato a pagare centinaia di milioni di risarcimenti?
“Un giudizio espresso in una causa civile ha stabilito che invece l’aereo è stato abbattuto da un missile”.
Ma i due giudizi su cosa si basano se il fatto è lo stesso?
“Il giudizio penale è stato determinato in 272 udienze, ascoltando 4000 testimoni, analizzando perizie, effettuando confronti dibattimentali intensi. Insomma 1milione e 750 mila di pagine hanno riassunto quel lavoro.
Il giudizio civile è stato deciso in quattro udienze, con il deposito di quattro atti documentali, da un giudice onorario aggregato. Cioè da un avvocato che, per cinque anni in base ad una legge di supplenza, ha svolto le funzioni di giudice a Roma firmando le sentenze a Bronte in Sicilia”.
Però tutti conoscono solo il risultato di quest’ultimo processo.
“Ci credo. Il processo penale ha stabilito, con l’enorme analisi di testimonianze e documenti, una verità che non porta soldi a nessuno, mentre il giudizio civile elargisce molti soldi”.
Non è esagerato?
“Mi perdoni, ma nel libro illustro 29 versioni diverse che sono state tutte fatte a noi cittadini come fossero ognuna la verità. Questo è il supporto mediatico che ha portato un’opinione ad essere percepita come verità.
Versioni tutte diverse nei protagonisti e negli accadimenti che però convergevano solo nel finale: un missile che abbatte il Dc9. Variando nella scelta fra missile americano, francese, libico, italiano e persino israeliano e secondo i casi con modalità contrastanti pur con gli stessi attori.
Non le sembra sia questo esagerato?”.
Allora come avvenne il disastro,secondo lei?
“Una perizia internazionale, che nel dibattimento processuale non ha avuto alcuna possibilità di essere smentita ha stabilito che la causa più probabile è quella di una esplosione a bordo”.
Un piccolo passo indietro. Cosa affermano le sentenze penali e civili?
“La sentenza penale afferma che analizzata l’enorme massa di documenti non risulta alcuna prova di una battaglia aerea, ancor più afferma che dire ciò è pura fantascienza.
La sentenza civile afferma che il convincimento del giudice porta a dire che è stato un missile”.
Ecco…
“Anche io voglio fare un passo indietro per ricordarle che, siccome sono un cittadino italiano che deve sobbarcarsi con il mio lavoro trasformato in tasse gli oneri dello Stato, vorrei che lo Stato si sobbarcasse di oneri per una responsabilità ed un fatto accertati inoppugnabilmente”.
Va bene allora se è stata una bomba chi è l’attentatore?
“Bella domanda a cui in parte rispondo con una domanda. Perché non si è mai indagato in quella direzione?
In più le dico che ci sono un mucchio di tracce consistenti che sono state lasciate e che si sarebbero potute seguire. Anche in questo caso però si è voluto costruire uno scenario e cercare di dimostrare che fosse vero indipendentemente da tutto il resto. In quell’anno avevamo un problema con un certo mondo palestinese. Si apre qui l’ultimo scontro sui documenti ancora secretati che porta in parte a rispondere alla sua domanda”.
Documenti che però alcuni ritengono inutili.
“Siccome se sono inutili non fanno male a nessuno facciamoli conoscere. Non crede che i cittadini abbiano il diritto di sapere visto che fra spese fatte e spese da fare si trovano un milione di euro a proprio carico? La cosiddetta trasparenza sarebbe utile metterla in pratica piuttosto che solo predicarla.”
Ammetterà che sta andando un poco, o forse molto, controcorrente.
“Il libro come avrà visto è scrupolosissimo nel documentare ogni affermazione e nel descrivere ogni fatto sempre con la prova dei dati disponibili.
Posso chiedere che venga letto?
All’inizio del libro mi definisco un Marchese del Grillo al contrario. Io non sono niente e voi siete voi, ma ho il rispetto per la coscienza superiore alla convenienza del silenzio complice”.
Affermazione impegnativa.
“Sarebbe bello per tutti e utile per il Paese che finalmente il confronto fosse fra pari e portasse a stendere di fronte ai cittadini tutti i fatti e tutte le prove visto che alla fine è sempre il cittadino che paga.
Le dico di più. Forse non si sa che se ci fosse un giudizio finale ed univoco, chiaro e certo, documentato e non determinato da opinioni e convenienze i cittadini e lo Stato italiano non avrebbero comunque ed in qualsiasi caso spese. Oggi questa via è preclusa”.
Cosa vuol dire?
“Mi consente di lasciarle e lasciare la curiosità di apprendere questo fatto al convegno nel quale presenterò i contenuti del libro? Le dico solo che investirà per forza l’attenzione delle massime autorità”.

2 pensieri su “25.10.2016 – La Verità: “Macchè missile, su Ustica fu una bomba”.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *