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In genere prima viene il libro, poi il film. Più raramente capita il contrario. Mai era successo, invece, che un libro nascesse «contro» un film o un documentario: per confutarne le tesi, per contraddirli, per precisare e smentire.
A colmare la «lacuna», ecco «Ustica. Storia e controstoria», il libro-denuncia scritto dall’ex deputato bresciano Eugenio Baresi che oggi sarà presentato a Roma nel corso del convegno «Il giudicato civile e penale e il segreto di Stato. Riflessioni sul caso Ustica». Nella sede dell’Istituto Santa Maria in Aquiro il dibattito moderato dal professor Gregory Alegi vedrà la partecipazione dei senatori Marco Follini, Carlo Giovanardi e Miguel Gotor: sarà una prima assoluta per il libro fresco di stampa di Koiné Nuove Edizioni, che a Brescia sarà presentato l’11 novembre al Museo Santa Giulia con la partecipazione dell’onorevole Giuseppe Fioroni (attuale presidente della Commissione di inchiesta sul rapimento e l’uccisione di Aldo Moro), dell’ex ministro Giuseppe Zamberletti (al tempo della strage di Ustica sottosegretario del ministero degli Esteri) e del sindaco di Brescia Emilio Del Boni (che è stato capogruppo della Margherita nella Commissione Stragi).
Già sindaco di Ghedi (dove esiste una delle più importanti aerobasi militari d’Italia), Eugenio Baresi da deputato è stato segretario della Commissione bicamerale di indagine sul Terrorismo e le Stragi della dodicesima legislatura: un ruolo che gli ha permesso di guardare «dentro» alcuni misteri della storia patria. Compresa la strage di Ustica, il disastro aereo costato la vita a 81 persone – fra piloti, hostess e passeggeri – che venerdì 27 giugno 1980 si trovavano a bordo del Dc-9 Itavia in volo fra Bologna e Palermo. Per quella sciagura rimasta senza colpevoli e che a lungo ha diviso l’opinione pubblica italiana nel gennaio scorso il tribunale civile di Palermo ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire con 12 milioni di euro 31 familiari delle vittime. I giudici siciliani hanno stabilito che il disastro fu causato con «elevata probabilità» da un missile o da una «quasi collisione» con un velivolo non identificato, in linea con le prime ipotesi processuali del giudice Rosario Priore poi smentite da tre gradi di giudizio penale. Secondo Priore il Dc-9 fu abbattuto nel corso di una battaglia aerea e la sua rotta era stata disturbata da caccia militari di Paesi tuttora da identificare, tesi simile a quella del film «Ustica» diretto dal regista Renzo Martinelli, che è stato recentemente proposto in tv da Sky ed ha avuto un effetto detonatore su Baresi, il deputato-testimone che, rivela, aveva iniziato a scrivere il libro già la scorsa primavera dopo aver visto la puntata di «Matrix» che riprendeva un documentario di Canal+ nel quale si sosteneva la tesi dell’ abbattimento del Dc-9 da parte di un missile francese.
«NIENTE DI PIÙ improbabile – obietta Baresi citando la sentenza definitiva della Cassazione che ha definìto “fantascienza“ la tesi della battaglia aerea -. Che quella notte il cielo sopra Ustica fosse libero e pulito è stato ricordato dal comandante del volo Alitalia B 727 che lo aveva solcato pochi minuti prima del Dc-9 Itavia. Ma qualcuno ha voluto riempire a ogni costo quel cielo dei lampi e dei bagliori di una battaglia aerea inventata. Una fantasia dettata non dalla ricerca della verità, ma dalla perversione degli interessi politici ed economici in gioco. Così abbiamo due definizioni diverse dello stesso fatto stabilite dalla giustizia penale e civile». «La legge consente che ci siano sentenze con parere diverso tra giudizio penale e giudizio civile, ma – ricorda Baresi – la logica pretende che un’unica certezza stabilisca se il fatto è avvenuto o no». E la certezza, a suo parere, è che «la strage fu provocata dall’esplosione di una bomba che si trovava sull’aereo». In proposito, rivela, «ci sono documenti ancora oggi secretati che, se letti, potrebbero rivelare cose davvero molto interessanti».
